San Giovanni in Marignano

San Giovanni in Marignano

Considerata la porta di ingresso della Valconca,
il nome è un toponimo costituito da due elementi: San Giovanni, che richiama la chiesa di San Giovanni Battista in Castelvecchio e Marignano, antico fondo agrario di epoca tardo-romana.
Le origine del comune vanno di parri passo a quella della Valle del Conca, abitata già dal Paleolitico.
In epoca romana era dedito ad una grande produzione agricola e al commercio con il Mediterraneo.
Intorno alla metà del XIII secolo, grazie ad un opera di bonifica attuata dai Benedettini Cassinesi, l’abitato si spostò verso la pianura, in prossimità del torrente Ventena.
Nel quattrocento anche San Giovanni in Marignano fu sotto il potere dei Malatesta, i quali, grazie a Pandolfo Malatesta e con l’aiuto di Filippo Brunelleschi, intervennerò anche su questo comune, dotandolo di una nuova cinta muraria, torrioni e torri dotate di ponte levatoio.
Lo scopo di questo impianto, inusuale per una zona di pianura, serviva a protezione del deposito del grano che si trovava sotto al castello.
Nel Cinquecento, i Malatesta, la Repubblica di Venezia e lo Stato della Chiesa si contesero il territorio romagnolo; ciò determinò un periodo di crisi e impoverimento, che terminò quando nel 1529 la Romagna, e quindi San Giovanni, passa sotto il dominio della Chiesa e vi resta fino al 1859.
Negli ultimi decenni del potere pontificio e nel primo decennio del nuovo Regno d’Italia, le idee mazziniane e garibaldine trovarono sostegno.
Durante la Seconda guerra mondiale, anche San Giovanni in Marignano, fu attraversata dalla Linea Gotica, ma fu il dopoguerra a pesare fortemente sul comune.
Una reale ripresa si avrà solo a partire dagli anni cinquanta del secolo scorso.

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