Rimini

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Il nostro hotel è vicinissimo al centro di Rimini, dove potrete vedere bellissimi monumenti e opere che caratterizzano la città:

Fontana della Pigna – La fontana fu eretta originariamente in epoca romana, sfruttando la provenienza dell’acqua da un pozzo distante circa 900 m., il cui condotto era costruito inizialmente in pietra ma fu poi sostituito con uno in ghisa.
Come in molte altre città, questa fontana e rappresentava l’unica fonte cittadina di acqua potabile; essa svolse questa funzione fino al 1912, anno in cui fu inaugurato l’acquedotto pubblico..
Nel corso dei secoli, la fontana subì poi vari restauri e trasformazioni.
La fontana, in marmo bianco è un notevole esempio di architettura rinascimentale; ha una forma poligonale a tre tamburi; si articola in due vasche poligonali concentriche e in un tamburo centrale, ornato di bassorilievi di epoca romana, che sostiene la scultura della pigna. Sulle pareti della seconda vasca sono poste in circolo quindici cannelle. Le vasche sono costituite da pannelli inquadrati da pilastrini e colonnine.

 

Anfiteatro Romano – Costruito nel corso del II secolo d.C., perifericamente alla città, come voleva la tradizione, fu impiegato principalmente per spettacoli gladiatori.
Dai resti del monumento possiamo apprenderne le sue dimensioni: esternamente misurava 117,7 x 88 metri, mentre invece l’arena, con una capienza di circa 10.000 persone, misurava 76,40 x 47,40 metri, quasi uguale a quella del Colosseo a Roma.
La sua funzione di luogo per combattimenti fu molto breve, già nel tardo Impero, la struttura, venne incorporata alle mure erette a difesa della città dalle invasioni dei barbari, assumendo quindi una funzione militare e di forte.
Come molti monumenti romani, finita la sua funzione ludica, prima e militare, dopo, venne adibito a cava e successivamente sede del lazzaretto. Agli inizi degli anni ’60 del secolo scoro si diede vita ad un vero e proprio programma di restauro dell’Anfiteatro, il quale, oggi, ospita numerosi spettacoli e manifestazioni che possono fornire alternative di divertimento.

 

Arco di Augusto – Fu consacrato all’imperatore Augusto dal Senato romano nel 27 a.C. È il più antico arco romano rimasto. Segnava la fine della via Flaminia che collegava la città romagnola alla capitale dell’impero, confluendo poi nell’odierno corso d’Augusto, il decumano massimo, che portava all’imbocco di un’altra via, la via Emilia.
La peculiarità di questo arco è che il fornice era troppo grande per ospitare una porta, almeno per quei tempi. La spiegazione è dovuta al fatto che la politica dell’Imperatore Augusto, volta alla pace, la Pax Augustea, rendeva inutile una porta civica che si potesse chiudere, non essendovi il pericolo di essere attaccati.
La merlatura presente nella parte superiore risale invece al Medioevo (circa X secolo), periodo in cui la città venne tenuta dai ghibellini. Fu la porta principale della città fino al periodo fascista, quando vennero demolite le mura e l’arco rimase come monumento isolato, perché si riteneva fosse un arco trionfale, ipotesi smentita più volte da numerosi studiosi.
Insieme al ponte di Tiberio, è oggi uno dei simboli di Rimini, tanto da comparire nello stemma della città.
Lo stile che lo compone è sobrio ma allo stesso tempo solenne. Al fornice centrale, di particolare ampiezza, si affiancano due semicolonne con fusti scanalati e capitelli corinzi. I quattro clipei posti a ridosso dei capitelli rappresentano altrettante divinità romane. Rivolte verso Roma, troviamo Giove ed Apollo; rivolte verso l’interno della città troviamo Nettuno e la dea Roma.
La sua funzione principale, oltre a quella di fungere da porta urbica, era quella di sostenere la grandiosa statua bronzea dell’imperatore Augusto, ritratto nell’atto di condurre una quadriga.

 

Castel Sismondo – A partire dal 1437 il signore di Rimini e Fano, Sigismondo Pandolfo Malatesta, durante un periodo di grande prosperità per la sua casata, ideò Castel Sismondo, pensato come fortezza e dimora allo stesso tempo, di grandi dimensioni, il cui obiettivo era mostrare la potenza e la supremazia del signore della città.
Sigismondo Malatesta non solo fu ideatore, ma anche coordinatore del progetto, elogiato dagli scrittori di corte per le sue doti di architetto, oltre che grande condottiero ed esperto nelle arti belliche.
Nello svolgimento dei lavori ebbe la consulenza anche di Filippo Brunelleschi, architetto di grande prestigio e molto richiesto dalla famiglia Malatesta.

 

Domus del Chirurgo – La sua scoperta, avvenuta nel 1989, è dovuta all’errore di un escavatore, che durante i lavori andò troppo a fondo scoprendo un mosaico ad un metro e mezzo di profondità.
La Domus è un’abitazione romana del II secolo, deve il suo nome all’importante corredo ritrovato tra le macerie, come pinze, bisturi, scalpelli, sonde e molto altro ancora.
Oltre a tali scoperte, sono stati rinvenuti diversi mosaici ancora intatti e affreschi policromi.

 

Piazza Tre Martiri – Piazza principale della città, denominata tale a partire dal 1946, due anni dopo il tragico evento che vide l’impiccagione di tre partigiani Mario Capelli, Luigi Nicolò e Adelio Pagliarani, divenuti simbolo della resistenza e della lotta di liberazione della Provincia di Rimini.

 

Ponte di Tiberio – La sua costruzione risale all’antica Roma, iniziata nel 14 d. C., sotto il governo di Tiberio, terminò nel 21 d.C.
Realizzato in pietra d’Istria, come l’Arco, da esso riprende lo stile sobrio e armonico, La struttura è composta da 5 arcate a tutto sesto con delle edicole cieche tra le imposte degli archi, la grandezza di questi ultimi varia man mano che ci si sposta verso il centro.
Dal ponte passavano due vie consolari, la via Emilia che arrivava fino a Piacenza e la via Popilia-Annia che arrivava sino ad Aquileia.
Ai lati del ponte, incise nella pietra, è possibile notare iscrizioni latine.
La leggenda del Ponte vuole che, il diavolo, adirato battè i suoi zoccoli sul camminatoio lasciando le sue impronte.

 

Porta Galliana – Popolarmente nota come Arco di Francesca, fa parte della cinta muraria duecentesca, e deriva il suo nome dal fatto di sorgere in quella che al tempo era un proprietà della famiglia Galliani. Interrata per la gran parte, si riconosce la cuspide dell’arco a sesto acuto, in pietra, frutto di lavori di restauro e abbellimento voluti da Sigismondo Pandolfo Malatesta. Dal bassorilievo di Agostino di Duccio (databile tra il 1449 ed il 1455) nella cappella dei Pianeti nel Tempio Malatestiano possiamo desumere come si presentasse all’epoca la porta.

 

Porta Montanara – La costruzione della Porta Montanara, detta anche in epoca medioevale Porta di Sant’Andrea dal nome di una chiesa che sorgeva nelle sue vicinanze – risale al I secolo a.C. e si inserisce in un organico programma di riassetto del sistema difensivo cittadino, attribuito a Silla. La porta rientrerebbe nell’ambito delle ricostruzioni che seguirono alle rappresaglie nei confronti della città, schieratasi dalla parte dei populares di Mario nel corso delle guerre civili (87-82 a.C.)
Indagini archeologiche hanno appurato l’esistenza di un’ampia corte di guardia con una controporta interna, a conferma della complessità del sistema difensivo.
Santuario di Santa Mria delle Grazie – Il complesso francescano fu edificato alla fine del Trecento (1391-1396) grazie al mecenatismo della famiglia delle Caminate alleata dei Malatesta, laddove esisteva una celletta in ricordo di un evento miracoloso. La prima chiesa fu però consacrata solo nel 1430. A questa struttura a pianta rettangolare, oggi coincidente con la navata di destra dell’attuale chiesa, fu aggiunto il bel soffitto ligneo a carena di nave di tipo veneziano, una rarità per la nostra regione.
Successivamente la chiesa fu ingrandita e arricchita di notevoli opere d’arte. Fra il 1569 e il 1578 fu realizzata una chiesa nuova inglobando a fianco quella precedente e vi fu trasferito il soffitto ligneo.
La chiesa venne affrescata internamente nel Seicento, mentre parte degli affreschi visibili all’esterno, sotto il porticato che appartengono alla fase tre-quattrocentesca, furono scoperti nel 1919: raffigurano un’Annunciazione di scuola umbro-marchigiana. All’interno la chiesa conserva presso l’altare maggiore una tela raffigurante l’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele a Maria, attribuita al terzo decennio del Quattrocento ad opera del pittore eugubino Ottaviano Nelli. Altra opera importante è il Crocifisso su tavola databile intorno agli anni trenta del Quattrocento di scuola emiliana, conservato presso la seconda cappella di sinistra. Dalla chiesa provengono alcune piccole sculture quattrocentesche in alabastro raffiguranti il Calvario, oggi conservate nel museo di Francoforte sul Meno in Germania.
La Seconda Guerra Mondiale ha danneggiato notevolmente il complesso, in particolare la parte residenziale del convento.

 

 

Tempio Malatestiano – Usualmente indicato dai cittadini come il Duomo e dal 1809 riconsacrato come basilica cattedrale di Santa Colomba, è la chiesa maggiore di Rimini. Rinnovato completamente sotto la signoria di Sigismondo Pandolfo Malatesta, con il contributo di artisti come Leon Battista Alberti, Matteo de’ Pasti, Agostino di Duccio e Piero della Francesca, è, sebbene incompleto, l’opera chiave del Rinascimento riminese ed una delle architetture più significative del Quattrocento italiano in generale.
Fontana della Pigna – La fontana fu eretta originariamente in epoca romana, sfruttando la provenienza dell’acqua da un pozzo distante circa 900 m., il cui condotto era costruito inizialmente in pietra ma fu poi sostituito con uno in ghisa.
Come in molte altre città, questa fontana e rappresentava l’unica fonte cittadina di acqua potabile; essa svolse questa funzione fino al 1912, anno in cui fu inaugurato l’acquedotto pubblico..
Nel corso dei secoli, la fontana subì poi vari restauri e trasformazioni.
La fontana, in marmo bianco è un notevole esempio di architettura rinascimentale; ha una forma poligonale a tre tamburi; si articola in due vasche poligonali concentriche e in un tamburo centrale, ornato di bassorilievi di epoca romana, che sostiene la scultura della pigna. Sulle pareti della seconda vasca sono poste in circolo quindici cannelle. Le vasche sono costituite da pannelli inquadrati da pilastrini e colonnine.

 

 

E per il divertimento di grandi e piccini, potrete facilmente raggiungere i vari parchi di divertimento presenti, il nostro è un hotel vicino a parchi di divertimento Rimini, come: Fiabilandia, Mirabilandia, Aquafan, Italia in miniatura, Oltremare, lo Skypark di Novafeltria, Acquario di Cattolica e tanti altri.

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