Morciano di Romagna

Morciano di Romagna

Anticamente, Morciano, sarebbe stata edificata, durante il periodo romano, dalla potente famiglia Marcia, insediatasi a Rimini, la quale possedeva numerose terre del territorio riminese.
Durante il Medioevo, grazie ad un antico documento, Morciano venne menzionato nel Codice Bavaro, ovvero il registro delle investiture concesse dalla Chiesa di Ravenna nei secoli VIII, IX e X, dove si nomina un “fondus Morciani”, cioè un appezzamento di terra denominato Morciano.
Il territorio era abitato, ma non aveva nessuna valenza dal punto di vista sia politico che civile, ma nel 1014, in base a quanto detto dal documento, Morciano diviene un “castrum”, ovvero una fortificazione temporanea dove risiedeva un’unità dell’esercito romano, che venne ceduta dal feudatario riminese Bennone di Vitaliano al figlio Pietro.
Con il tempo la popolazione di Morciano inizia ad abbandonare il luogo, trasferendosi sulle colline circostanti, passando nelle mani del monastero di San Gregorio, fino a quando nel 1069, Pietro di Benno, con il consenso di sua moglie, decide per una cospicua donazione al monastero, trasferendovi gran parte dei mercati.
Nel XVI secolo, quando Montefiore andò incontro ad un periodo di forte decadimento, i suoi consiglieri, decretarono il trasferimento dei mercati di Morciano entro la propria Rocca, cercando di far fronte alla crisi. Scelta che però si dimostro infruttuosa, i mercati ritornarono così al Comune di Morciano, il quale vide un nuovo sviluppo. Nel 1797 l’invasione napoleonica portò alla soppressione dell’antica Abbazia di San Gregorio.
Nel 1862 assunse il nome di Morciano di Romagna, passando, col tempo, da piccolo borgo a paese.

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